29.09

2017

Quella neve artificiale che ci permette di sciare

I CANNONI PERMETTONO DI TROVARE PISTE SEMPRE IN OTTIME CONDIZIONI

I cannoni al lavoro sulle piste da sci

Si legge cannone ma in realtà è la nuova nuvola. Stiamo parlando della neve artificiale che ormai da oltre trent’anni corre in soccorso del meteo e di tutta l’industria dello sci. Difficile ormai trovare una pista da sci non innevata artificialmente. La neve arriva ormai sempre più di rado.

Le nostre Alpi ospitano più di 50mila chilometri di piste da sci. Sono tantissime le famiglie che attendono il ponte di Sant’Ambrogio per spostarsi sulle montagne del Trentino e dell’Alto Adige per la prima sciata dell’anno.

Nuvole, pioggia o neve lo sciatore vuole sciare. Che la neve sia uscita dal cannone o scesa dal cielo poco importa!

E così, per soddisfare i milioni di appassionati dello sci e snowboard entra in scena la migliore tecnologia, il cannone che “spara” la neve artificiale.

La neve artificiale, il cui termine corretto sarebbe neve tecnica, consente di trovare le piste in ottime condizioni o addirittura creare piste da sci in mancanza di neve.

Il processo di formazione della neve artificiale si diversifica da quello della neve naturale: esiste un fattore artificiale, la corrente elettrica, che permette il funzionamento dei cannoni ed i bacini che servono per “pescare” l’acqua.

 
Sullo sfondo un cannone sulle piste di Andalo
Le piste da sci di Andalo

Cosa serve per produrre la neve artificiale?

Per produrre la neve artificiale occorrono acqua, aria ed energia.

Come si fa la neve artificiale ?

Per creare questa neve è necessario nebulizzare finissime goccioline di acqua nell’aria fredda invernale. In pratica viene utilizzata l’acqua dei bacini di raccoglimento: questa viene raffreddata con delle torrette ad hoc. A questo punto il cannone spara in aria l’acqua nebulizzata dagli ugelli. A contatto con la temperatura dell’ambiente, che deve essere rigorosamente inferiore allo zero, si crea la neve. Minore è la temperatura dell’ambiente e maggiore è il volume di neve prodotta. In pratica il cristallo di neve naturale si forma in presenza di un pulviscolo di aggregazione esistente naturalmente nell'atmosfera ed in relazione alle condizioni di temperatura e umidità genera una nevicata più o meno copiosa e più o meno soffice. La neve programmata/tecnica/artificiale invece è un ago di ghiaccio che si forma per raffreddamento rapido di una nebulizzazione sotto pressione.

Quanta acqua ed energia servono per innevare una pista da sci?

Con un metro cubo di acqua (mille litri) è possibile produrre in media 2-2,5 metri cubi di neve. Tecnicamente l’obiettivo è raggiungere l’innevamento base di 30 centimetri. Per innevare una pista di un ettaro servono almeno un milione di litri di acqua, quindi 1000 metri cubi.
Per quanto riguarda la corrente elettrica, il Trentino può vantare la produzione a zero impatto di CO2, dal momento che grazie alle centrali idroelettriche la produzione di energia è maggiore del consumo. Un esempio: la centrale idroelettrica di San Massenza, che si trova sulla sponda settentrionale dell'omonimo lago di origine glaciale nel comune di Vallelaghi in Trentino, produce energia elettrica per 263mila famiglie!

La neve artificiale è diversa dalla neve naturale?

La neve artificiale contiene una quantità inferiore di aria per metro cubo, quindi risulta più compatta. Il peso della neve naturale è una variabile in base all'umidità della neve stessa. Il vantaggio della neve artificiale è che si mantiene meglio e più a lungo. Ha però lo svantaggio di ghiacciare più rapidamente.

Quanto costa produrre la neve artificiale?

I costi di investimento per gli impianti di innevamento sono piuttosto alti ed anche l’esercizio di tali impianti necessita di cifre importanti. Un metro cubo di neve artificiale (compresi ammortamenti, costi energetici, costi per il personale) costa oggi ai gestori tra i 3 e i 5 Euro.

Quando è arrivato il primo cannone in Italia?

I cannoni per la neve artificiale sono stati utilizzati negli anni Sessanta negli Stati Uniti. Nel 1979 sono arrivati in Italia, a San Vigilio di Marebbe. Ora sono diffusi su tutte le piste alpine, compreso il comprensorio di Andalo - Fai della Paganella.

 

 

Il Blog

I maestri della Scuola Italiana di Sci Dolomiti di Brenta di Andalo in Trentino alla scoperta del mondo degli sport sulla neve: tante storie, consigli e indicazioni da non perdere per restare sempre aggiornati!

IN EVIDENZA

COME DICI? MA NO, NON SIAMO ASSOLUTAMENTE FUORI TEMA! 

PER VIVERE LA NATURA IN "SLOW MODE"